A Napoli

Una delle più belle città d'Italia, Napoli conserva - nei monumenti, nelle strade spagnolesche, nelle chiassose piazze, nei vicoli pittoreschi- i grandi e i piccoli segni della sua storia di capitale del Vicereame spagnolo e del Regno delle Due Sicilie.

In Piazza Plebiscito, il seicentesco Palazzo Reale si erge imponente e, sulla facciata, a testimoniarle il passato, sono poste le statue dei più famosi rappresentanti delle dinastie che regnarono sulla città.Nell'interno,sono da visitare l'Appartamento storico e il settecentesco Teatro di Corte.

Fra le chiese vanno ricordate: S.Francesco di Paola (sec. XIX) di forme neoclassiche; S.Anna dei Lombardi (secc.XV-XVII), con molte opere pittoriche e un presepe del Rossellino; S.Chiara (ricostruita dopo la guerra secondo le originali forme trecentesche), con il Chiostro delle Clarisse,splendido giardino rustico settecentesco; S.Domenico Maggiore (sec. XIV), con notevoli affreschi; il Duomo, con la famosa Cappella di S.Gennaro in cui è conservato il sangue del Santo; S.Lorenzo Maggiore (sec. XIII) di forme gotiche; S.Giovanni a Carbonara (secc. XIV-XV) contenente numerose sculture. Tra i castelli, i palazzi e le ville vanno ricordati: Castel Nuovo o Maschio Angioino (1279-82, ma ricostruito nel sec. XV) dalle poderose torri merlate, due delle quali rinserrano un marmoro Arco di Trionfo; il rinascimentale Palazzo Cuomo, sede del Museo Filangieri (reperti archeologici, dipinti, armi, ceramiche e porcellane); Villa Floridiana (1817-19) dal bel parco con teatrino all'aperto e il Museo della Ceramica Duca di Martina. Tra i musei, oltre quelli citati, sono da visitare: la Galleria d'Arte Moderna (opere di Michetti, Gemito, Corot); il Museo Archeologico Nazionale, che presenta una delle massime collezioni mondiali di reperti greci e romani; il Museo e le Gallerie di Capodimonte (arazzi; opere di Botticelli, Raffaello, Correggio, Mantegna, Tiziano, Brueghel, Caravaggio; porcellane e maioliche; bronzi; armature; orologi antichi; avori).

La sintesi della storia e del carattere di questa inimitabile città è forse però nella Certosa di S.Martino che, con il vicino Castel S.Elmo, domina sulla metropoli. Nel Museo di S.Martino moltissime sono le cose da vedere; fra le altre (pitture e sculture, modellini navali, vetri, porcellane, avori, gioielli, arredi sacri), segnaliamo i famosi presepi settecenteschi napoletani.

Una visita è pure consigliabile all'Acquario della Villa Comunale. Napoli è famosa anche per la sua pizza. Altri piatti della rinomata cucina locale sono: gli spaghetti al pomodoro o alle vongole, le minestre di verdura, i secondi di pesce, la mozzarella in carrozza, la bistecca alla pizzaiola, i dolci (sfogliatelle, pastiera, zeppole, struffoli, taralli, casatielli).
Dal punto di vista artigianale,Napoli offre ceramiche di Capodimonte e figurine da presepe, guanti di pelle, cammei, lavori di conchiglia e di tartaruga.

Il B&b Amedeo rappresenta la base ideale per visitare la splendida Napoli.

Ecco cosa visitare partendo dal B&B Amedeo Residence:

1) Il Liberty e il Novecento in Piazza Amedeo e dintorni

Di seguito una lista degli edifici più rappresentativi del Liberty e del Novecento nel bellissimo quartiere di Chiaia a Napoli :

-Palazzo Cottrau-Ricciardi (Piazza Amedeo 8)

L'edificio per appartamenti viene costruito (1925-26) su progetto di Giulio Ulisse Arata dall'impresa Ricciardi & Cottrau sul suolo risultante dalla demolizione dell'ottocentesco villino Colonna-Pignatelli. Mentre l'intonazione solenne e il carattere accademicamente neobarocco hanno poco in comune con la freschezza decorativa delle opere dello stesso autore nella precedente stagione del Liberty,resta però apprezzabile la capacità di definire con un'appropriata quinta monumentale lo spazio dell'irregolare e composita piazza.

-Grand Hotel Eden (Via del Parco Margherita 1 -Piazza Amedeo)

Testimonianza significativa dell'importante ruolo giocato da professionisti e imprenditori "forestieri" della Napoli di fine Ottocento e inizio Novecento,in un momento speranze per il turismo,il Grand Hotel Eden viene commissionato all'ingegnere udinese Angelo Trevisan. Da un punto di vista stilistico la costruzione - inaugurata nel 1901 rinunciando al piano attico sul lato orientale- può essere considerata una sorta di trait-d'union tra l'incipiente Liberty e il composito tardo-eclettismo.La complessa articolazione volumetrica,dove effetti di "leggerezza" si alternano sottolineature della massa,la molteplicità degli effetti cromatico-materici (accentuati dalle decorazioni in maiolica),l'etereogeneità dei riferimenti stilistici,gli accenti deliberatamente esotici e,non ultimo,la posizione arretrata rispetto ai margini stradali,contribuiscono alla definizione nella Piazza Amedeo di una "quinta" aperta e pittoresca,appropriata alla natura frastagliata della collina.

-Istituto Grenoble (Via Francesco Crispi 86)

Tra le realizzazioni più interessanti dell'eccentrico architetto-imprenditore di origine inglese Lamont Young,l'edificio venne originariamente costruito (1884) come sede dell'istituto scolastico femminile Mac Kean Bentik. Rispetto ad altre opere dello stesso autore,l'impostazione stilistica appare qui più disciplinata e meno esotica,improntata com'è ad un sobrio neorinascimento,appropriato al tema e all'ambito urbano.Rinunciando a simulare con lavorazioni in stucco materiali "nobili",e utilizzando però sapientemente il tufo a vista nella facciata,Young ottiene un esito complessivo equilibrato e tuttavia ricco di toni chiaroscurali,ben lontano dalla noiosa piattezza di tanta architettura neorinascimentale dell'epoca.

-Palazzina Paradisiello (Via del Parco Margherita 36)

Progettata (1908-9) dall'architetto piacentino Giulio Ulisse Arata,la palazzina rappresenta uno dei più significativi esempi del Liberty cittadino.Oltre che per l'elegante leggerezza della scala interna,l'edificio si segnala per la peculiare conformazione degli esterni,dove si legge una duplice matrice.Infatti,per un verso si rende omaggio alla tradizione napoletana,riecheggiando nel contrasto tra le piane superfici in mattoni e gli elementi plastici verticali e orizzontali in pietra artificiale grigia (che ricorda il piperno) un motivo tipico della locale architettura barocca; per l'altro,si dimostra una notevole apertura al moderno Liberty,con un fantasioso apparato decorativo,fondato sul disegno lineare,quasi "grafico",dei ferri battuti,e sulla vibrante plastica dei cementi decorativi.

2) Chiaia: il "salotto buono" di Napoli

Il borgo di Chiaia si sviluppò tra il percorso costiero e la strada più interna diretta a Piedigrotta.Consigliamo di iniziare la visita al quartiere da Piazza
Amedeo, di forma circolare, con al centro il bellissimo albero di magnolia. Questa piazza, con via Carlo Poerio e via Calabritto, è uno dei principali centri per lo shopping. Qui si trovano le più rinomate firme dell'alta moda e alcuni fra i migliori negozi storici della città.
In piazza della Vittoria si trova la Villa Comunale, ricca di piante ad alto fusto di elevato interesse botanico,statue e fontane,una pregevole cassa armonica ed il più antico acquario d'Italia. Nel quartiere Chiaja si trovano due famosi musei: il PAN - museo di arte contemporanea napoletana - da pochi anni ristrutturato, ed il più antico Villa Pignatelli.
Tra gli episodi più significativi della diffusione del gusto neoclassico a Napoli,la principesca residenza denominata Villa Pignatelli,si erge lungo la Riviera di
Chiaia,circondata da un ampio parco, ed è oggi sede del Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes.Il Museo è
costituito dall'edificio principale con l'arredo interno,dal parco e da altre costruzioni annesse.Al Museo Pignatelli è annesso il Museo delle Carrozze Marchese Mario D'Alessandro di Civitanova,situato in un piccolo edificio nel parco,che prende nome dal marchese che donò allo Stato la sua ricchissima collezione,composta da esemplari di carrozze
europee di diverse manifatture della fine dell'Ottocento.
Lungo l'antica via Puteolana nel XVI secolo fu eretto il convento dei celestini con chiesa annessa,detta dell'Ascensione,per iniziativa del gran cancelliere del Regno di Napoli,Nicola Alunno d'Alife.L'interno a croce greca è impreziosito da tre altari:quello maggiore con ricca balaustra di Aniello Gentile (1738),gli altri del Bastelli (1734).La maestosa pala dell'altare maggiore raffigurante San Michele Arcangelo opera di Luca Giordano,siglata e datata 1657,e la Sant'Anna del cappellone destro,rivelano il precoce estro dell'artista.
Alle origini del Castel dell'Ovo è l'isolotto di Megaride,primo approdo dei coloni rodii,che arrivati dalla Grecia si stabilirono sul promontorio roccioso di
Pizzofalcone;la sua storia si intreccia a doppio filo con la mitica fondazione di Partenope. Una delle più fantasiose leggende napoletane farebbe risalire il suo nome all'uovo che Virgilio avrebbe nascosto all'interno di una gabbia nei sotterranei del castello. Il luogo ove era conservato l'uovo, fu chiuso da pesanti serrature e tenuto segreto poiché da " quell'ovo pendevano tutti li facti e la fortuna dil Castel Marino".

3) Il Centro: Piazza del Plebiscito e dintorni

-Piazza del Plebiscito e Palazzo Reale

Costruito in epoca vicereale,il Palazzo Reale di Napoli sorse per volere di un vicerè,il conte di Lemos,che ambiva accogliere nella città-capitale più importante del Viceregno spagnolo il re Filippo III.Il Palazzo Reale di Napoli è leggibile su almeno quattro lati del perimetro,anzi esso prospetta con cinque "facciate".Che la facciata del palazzo sulla piazza del Plebiscito sia il prospetto principale è acquisito come dato storico.La facciata del palazzo non mutò aspetto fuorchè nel prolungamento sui due lati,con la creazione delle terrazze che si fermano al piano nobile.Importante,per tale nuova
impostazione,fu l'abbattimento del Palazzo Vecchio e la creazione,al suo posto,di un piccolo giardino.Le aiuole sono disposte secondo un disegno razionale di giardino all'italiana con dodici riquadri erbosi,in ognuno dei quali sono sistemate diverse specie di esemplari arborei.

-Teatro di San Carlo

Fu il re Carlo di Borbone nel 1737,appena tre anni dopo la conquista del trono,a far costruire un teatro al quale volle dare il nome del suo patrono.Presto il Teatro di San Carlo divenne punto di riferimento artistico europeo e centro della vita mondana della corte partenopea.L'interesse che nel secolo successivo anche i napoleonidi ebbero per il teatro fu testimoniato,nel 1810,dall'incarico dato da Gioacchino Murat all'architetto Antonio Niccolini di realizzare per il San Carlo una facciata che rispondesse al nuovo gusto neoclassico.L'architetto toscano rinnovò l'esterno costruendo un portico a cinque archi e,sopra la cornice decorata da bassorilievi di gusto e soggetti classici,un elegante loggiato con colonne ioniche sul quale si aprivano i locali aggiunti per servire da ridotto.L'apparato decorativo della Sala venne commissionato a Camillo Guerra e Gennaro Maldarelli ai quali si deve il trionfo di puttini e elementi di ispirazione classica in oro su fondo bianco e l'orologio nel sottarco del proscenio.

-Galleria Umberto I

Al clima di rinnovamento urbano seguito all'epidemia di colera e alla legge speciale (1885),nonchè alla volontà di coniugare la bonifica del malsano rione Santa Brigida con la creazione di un simbolo della civiltà moderna è da ascriversi la realizzazione della seconda galleria in ferro e vetro napoletana.Nel 1890 vennero inaugurati sia l'annesso Salone Margherita (destinato a diventare il più famoso cafè-chantant napoletano) sia la galleria,ma i lavori di
completamento proseguirono ancora per qualche anno.Particolarmente significativo nell'interno della galleria risulta il legame tra i prospetti neorinascimentali -ricchi di ornamenti secondo le esigenze del decor borghese-e la bella copertura vetrata con struttura metallica.

-Castel Nuovo

Nell'ampio progetto di riorganizzazione urbanistica cominciato dagli angioini sin dal loro insediamento in città,va inserita anche la costruzione di una nuova fortezza in una zona pianeggiante -il cosiddetto campus oppidi- ancora sostanzialmente vergine e che diverrà centro del successivo sviluppo urbanistico della città e nucleo del potere politico,amministrativo e militare della capitale.Tra il 1279 e il 1284 Carlo I incaricò Pierre de Chaules dei lavori,che procedono velocemente impegnando un numero di maestranze impressionante,tanto che nel 1282 la reggia era già abitabile.La crisi aperta dalla successione di Giovanna II,rimasta senza discendenti diretti,e la guerra che ne segui' tra angioini e aragonesi,causò notevoli danni alla fortezza,che,dopo l'ingresso trionfale di Alfonso d'Aragona in città,è oggetto di un radicale restauro che ne cambierà l'aspetto trasformandola nella "più grande reggia fortificata del Quattrocento".Il segno più incisivo lasciato dalla committenza di Alfonso è certamente il monumentale Arco di Trionfo che inquadra l'ingresso al castello,testimonianza della composita e multietnica cultura del Rinascimento nell'Italia meridionale.

4) Il Centro Storico: Patrimonio dell'Umanità

Il Centro Storico di Napoli è stato dichiarato dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità nel 1995.
Di seguito un elenco delle chiese più rappresentative del centro storico di Napoli:

-Gesù Nuovo

Al posto dell'attuale chiesa si ergeva uno splendido palazzo della Napoli rinascimentale.Fu costruito da Novello da Sanlucano nel 1470 per il grande Almirante del Regno Roberto Sanseverino,principe di Salerno,divenendo ben presto uno dei maggiori centri di potere della città.Infatti l'edificio fu soprannominato la reggia dei Sanseverino,ed era già apprezzato come raro gioiello architettonico per la sua imponente facciata,tutta costruita in blocchi di piperno tagliati a forma di diamante.Nel 1601 fu consacrata la nuova chiesa.Il grandioso tempio,progettato dall'architetto gesuita Giuseppe
Valeriano,fu realizzato con una pianta a croce greca,con il braccio longitudinale lievemente allungato,la grande cupola centrale e quattro laterali minori.La facciata esterna subi' solo alcune modifiche,quale l'apertura dei tre grandi finestroni in corrispondenza delle tre navate interne.

-Santa Chiara

Il complesso monumentale di Santa chiara è una delle maggiori costruzioni volute dai reali angioini,particolarmente devoti all'Ordine francescano.Consacrata nel 1340,la chiesa fu costruita da Gagliardo Primario,in tufo giallo con pronao di piperno grigio,a tre archi ogivali su pilastri.Si impone all'attenzione,per la sua grandiosa monumentalità,al centro della parete di fondo del presbiterio,il Sepolcro di Roberto d'Angiò,realizzato dai due scultori fiorentini Giovanni e Pacio Bertini tra il 1343 e il 1345.Intorno al 1740,nel chiostro delle Clarisse,Domenico Antonio Vaccaro,lasciando inalterata l'originaria struttura medioevale del portico,ridisegnò le aree a giardino realizzando due ampi viali che s'intersecano al centro del
chiostro,con le celebri decorazioni a maioliche.

-San Domenico Maggiore

Nel 1283,per volontà del futuro re Carlo II d'Angiò,si avviò la costruzione della basilica di San Domenico Maggiore,uno dei più vasti e ricchi complessi conventuali della città,casa madre dei domenicani nel regno di Napoli e anche sede dell'università partenopea.L'interno della basilica,a tre navate con un transetto ed abside poligonale,recupera una tipologia gotica presente in altre chiese angioine a Napoli.Ma i numerosi interventi,nel corso
dei secoli,hanno compromesso la spazialità originaria;primo fra tutti quello di Federico Travaglini (1850-53) che ha mascherato con un rivestimento di stucco dorato le antiche membranature,in adesione al gusto neogotico.Dalla navata destra si accede alla sagrestia,ampia sala rettangolare rivestita da armadi in noce,impreziosita dall'affresco di Francesco Solimena (1709) sulla volta con Il trionfo della fede sull'er
esia ad opera dei domenicani.Ma la peculiarità di quest'ambiente è offerta da un ballatoio,sul quale sono disposte in due ordini 45 arche sepolcrali contenenti le spoglie di
personaggi legati alla corte aragonese.

-San Lorenzo Maggiore

La facciata della chiesa,benché ricostruita nel 1742 da Ferdinando Sanfelice -riprendendo un evidente modulo del
grande Borromini- dà accesso ad uno dei più straordinari monumenti di età gotica di tutta l'Italia meridionale.Difficile illustrare anche sommariamente il
patrimonio di storia e di arte della chiesa e del convento.Qui furono sepolti molti membri della casa reale angioina,tra cui la prima moglie del duca Carlo di Calabria:il magnifico Sepolcro di Caterina d'Austria documenta,verso il 1323-25,la prima attività napoletana del grande scultore e architetto senese Tino di Camaino.Giovanni da Nola,massimo scultore napoletano del Cinquecento,realizzò verso il 1530 il magnifico altare maggiore.Il complesso archeologico di San Lorenzo Maggiore si estende su di un'area piuttosto ampia corrispondente a parte della zona commerciale della città antica.La
stratificazione degli scavi archeologici è complessa,in misura però da consentire una ricostruzione attendibile delle varie fasi succedutesi nei secoli.

-San Gregorio Armeno

Uscendo dalla chiesa e percorrendo in salita per un breve tratto via San Gregorio Armeno,resa caratteristica dalle famose botteghe di pastori e oggetti di artigianato sacro,e dal particolare cavalcavia,costruito per unire il convento di San Gregorio con quello di San Pantaleone e poi trasformato in campanile,si apre sulla sinistra l'accesso al chiostro e al convento di San Gregorio,opera dell'architetto Vincenzo della Monica.Il chiostro,nel
quale affacciano gli alloggi terrazzati delle monache,è uno dei più suggestivi della città,ed è dominato al centro da una fontana barocca decorata con delfini,maschere e cavalli marini,e da due grandi sculture,raffiguranti Cristo e La Samaritana,realizzate da Matteo Bottigliero.

5) I Musei di Napoli

Di seguito una lista dei principali Musei di Napoli:

-Museo Archeologico Nazionale

Quando nel 1778 l'abate di Saint-Non,in visita a Napoli,ebbe notizia del progetto del nuovo Museo che il re di Napoli stava allestendo nell'antico Palazzo degli Studi (l'Università),sul luogo dove dal 1586 era stata una caserma di cavalleria,segnò la nascita di quello che doveva diventare probabilmente il più importante museo del mondo per l'archeologia classica.Afflui' l'intero contenuto delle città e delle ville sepolte dal Vesuvio
nel 79 d.C.:pitture,marmi,bronzi,iscrizioni,mosaici,vasellame,gioielli,oggetti curiosi di ogni genere.

-Museo di Capodimonte

Fu Carlo di Borbone a volere la costruzione di una nuova reggia sulla collina di Capodimonte in un'area,all'epoca,particolarmente adatta alla caccia.La
prima pietra fu posta nel settembre del 1738 sotto la direzione di Antonio Medrano.Vi sono collocati i dipinti e gli oggetti della collezione Farnese,da Tiziano a Parmigianino ai Carracci,la Crocifissione di Masaccio e il Ritratto di Luca Pacioli attribuito a Jacopo dei Barbari.Di grande rilievo è il bosco che circonda la Reggia,con ampi scorci panoramici e la presenza di alberi secolari.

- San Martino

A chi giunge a Napoli dal mare o percorre le vie del centro storico,la città appare dominata dall'imponente mole di Castel Sant'Elmo e dalle bianche mura della sottostante Certosa di San Martino. Una pinacoteca del Seicento è la zona presbiteriale con le grandi tele di Caracciolo,Guido Reni,Massimo Stanzione,Jusepe de Ribera (La Comunione degli Apostoli).Perfettamente conservati sono anche gli ambienti circostanti, tra cui si segnalano,sl lato sinistro,la Sagrestia con i cinquecenteschi armadi lignei intarsiati ed il Tesoro,dalla luminosa volta affrescata da Luca Giordano con il Trionfo di Giuditta (1704).

- Museo della Ceramica Duca di Marina nella Villa Floridiana

Il Museo ha sede, dal 1927, nella palazzina nobile della Villa Floridiana,un tempo dimora estiva di Lucia Migliaccio duchessa di Floridia, moglie morganatica di Ferdinando di Borbone. Si tratta di una ricchissima collezione di ceramiche e porcellane, appartenuta a Placido de Sangro duca di Martina.

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